CASTA italiana

La prima CASTA, è stata quella dei politici. E’ un libro scritto in Italia che fa l’analisi di costi, privilegi e sprechi degli “impiegati” al Parlamento italiano che costa quattro volte quello inglese. L’Italia non è in grado di competere con le altre nazioni d’Europa per l’eccessiva spesa pubblica e può anche uscire dalla comunità europea, perché non è all’altezza. La conseguenza dei costi e degli sprechi delle varie caste, ricade sul ceto produttivo dell’Italia. I lavoratori dipendenti, pagano fino all’ultimo euro di tasse; nel settore privato sono le imprese che li mantengono. In ambito pubblico sono mantenuti con i soldi di tutti. In tempi di crisi, e licenziamenti fra la gente comune, le imprese emigrano nei paesi dell’est, dove l’operaio e l’impiegato lavorano con stipendi da trecento euro il mese. Il ceto politico straniero, ha meno pretese e li lasciano lavorare, e sono più intelligenti rispetto al ceto politico italiano che sfrutta la sua posizione per fare il proprio interesse privato. Lo stato italiano, non può fare nulla per contrastare l’emigrazione delle imprese, in un’economia di libero mercato. Anzi, si può affermare che sono i dipendenti pubblici a costringere le imprese ad emigrare e fare in modo che la gente comune perda il lavoro. Per quale motivo emigrano le imprese? Non è il solo costo del lavoro che è nettamente inferiore in altri stati ma, diversi fattori, come l’eccessiva burocrazia e pressione fiscale che è continuamente imposta. L’impresa è sfruttata dallo stato, dagli enti locali, dalle associazioni di categoria, dagli enti previdenziali, è considerata come la mucca da mungere da troppi soggetti che vanno eliminati. Il fisco in Italia, nei confronti delle imprese, ha sempre avuto un comportamento ricattatorio e distruttivo, con vere e proprie estorsioni fiscali, un modo di fare simile a quello della mafia quando ti chiede il “pizzo”. Il fisco chiede miliardi d’euro ad imprese, negozi e lavoratori autonomi. Sugli “accertamenti”, sono applicate sanzioni e interessi oltre il limite dell’usura. Con l’”accertamento”, ti chiedono soldi, anche se non li devono avere e sei sempre stato preciso a pagare le tasse. Anzi, più paghi e più ti chiedono soldi e t’impediscono di lavorare. L’”accertamento”, diventa una forma d’intimidazione e umiliazione per chi lo subisce che porta spesso la gente al suicidio. Lo stato in Italia, lotta contro la criminalità, ma poi assume un comportamento criminale con i cittadini. Continuamente, chiede soldi. Soldi. Soldi. Ricattano chi ha scelto un lavoro autonomo invece che dipendente, per poter mantenere gli sprechi degli impiegati pubblici che non sanno spendere i soldi che devono amministrare. Il lavoratore autonomo, non ha nessun tipo di tutela e per avviare un’attività, deve chiedere soldi in banca con delle garanzie. Deve lavorare con soldi che non sono suoi e subisce continuamente ricatti da parte del fisco. Poi ci sono gli altri Enti che speculano sull’impresa. Si costringe la gente a chiudere l’attività, a perdere il lavoro, emigrare all’estero e favorire l’economia d’altri stati, perché in Italia c’è una casta di spreconi e fannulloni che adotta i sistemi della mafia. L’impresa in Italia, in banca chiede soldi per darli al fisco, poi, quando deve fare gli investimenti, la banca, non li dà più e l’impresa va all’estero, ben contenti di accogliere le imprese italiane che creano lavoro e ricchezza nei loro paesi.

In Italia, c’è crisi, perché si costringono le aziende ad emigrare, ricattate dai vari “papponi” che chiedono soldi. In questo paese, resteranno solo le donne e i vecchi.

I giornali e i sindacati non dicono mai le cose come stanno in realtà e si deve andare a vederle dal vero. E’ opportuno che i signori politici e le altre caste, si facciano un “auto esame” di coscienza, riducendo le loro pretese, dimostrando rispetto almeno per le generazioni future, ma in Italia quello che conta è l’interesse privato, a differenza degli altri stati d’Europa, più orientati al “bene comune” di quello privato. In Italia, per mantenere le “caste”, si manda in rovina un intero paese; c’è crisi, perché servono troppi soldi per mantenere i ladri delle caste.

 L’aspetto più scandaloso dei signori delle caste italiane ovvero dei dipendenti pubblici, è la CORRUZIONE. In Italia, chi occupa posizioni di prestigio, è facilmente corrotto da soggetti che fanno l’interesse privato a discapito del bene comune che spesso crea danni devastanti anche nei confronti della popolazione. Oltre ai privilegi di cui godono per le posizioni occupate, i signori delle caste, si arricchiscono ulteriormente con la corruzione o un doppio lavoro. Elargiscono favori a “pagamento” a soggetti privati in cambio di regali o cospicue somme di denaro. Gli operai, perdono il posto di lavoro e hanno la famiglia da mantenere; i “fannulloni” che occupano le poltrone dei governi e degli enti pubblici guardano e non sono capaci di fare null’altro che difendere gli interessi della propria casta. A scuola, non gli hanno insegnato a spendere i soldi…

Questi aspetti, pur essendo di dominio pubblico, non sono presi in considerazione né da destra e da sinistra, perché riguardano soggetti d’entrambi gli schieramenti.

Un’impresa privata, o cooperativa, tenta di corrompere il politico o l’amministratore dell’ente pubblico, per costruire un supermercato o qualcosa di cui la gente non è d’accordo, con regali o somme di denaro. I dipendenti degli enti pubblici, corrotti, devono essere rimossi subito e per sempre dal lavoro. Il dipendente pubblico, deve essere garante del bene comune e non dell’interesse privato.

In Italia, oltre a derubare la gente che ha un’impresa, si frega anche il semplice cittadino “inducendolo” a commettere infrazioni, per derubarlo anche dello stipendio con le multe che servono a finanziare i Comuni e i truffatori che hanno inventato gli autovelox o le trappole dei semafori, dove sono stati accorciati i tempi delle luci dei semafori per avere la possibilità di fare più multe. La sicurezza pubblica, è diventata una scusa per estorcere denaro. Non sanno che pesci pigliare per trovare i soldi e s’inventano continuamente delle truffe. Nemmeno ai tempi delle dominazioni spagnole o austriache si è arrivati a tanto.

 “L’ULTRCASTA, i Magistrati”, sono quelli che si sono costruiti su misura il massimo dei privilegi, infischiandosene della Costituzione, del popolaccio italiano e delle regole dell’Europa.

In generale, tutta la casta, se ne frega dei problemi reali della gente. Questi signori, fanno veramente i propri comodi. Parandosi dietro “l’indipendenza” della Magistratura, hanno costruito uno stato all’interno di quello esistente, raggirando tutte le regole e le norme di civile convivenza, danneggiando gli italiani e le attività produttive private con i processi lumaca. Nel libro “Ultracasta”, oltre ai costi della giustizia, sono riportate le nefandezze commesse dai magistrati italiani che non hanno eguali in un altro stato dell’Europa o del mondo.

I Magistrati italiani, sono dipendenti pubblici, mantenuti dai soldi degli italiani, di cui non hanno nessun rispetto; sono riusciti a sottomettere la Repubblica italiana ai loro desideri e sono gli unici che non fanno sacrifici in tempi di crisi. Purtroppo, non sono in grado di applicare la legge italiana e di farla funzionare ed è opportuno che il settore della Giustizia sia privatizzato o appaltato ad un altro stato europeo.

L’organizzazione della Giustizia italiana se fosse affidata ad uno stato straniero, a mio parere, riuscirebbero a farla funzionare e sarebbero più corretti nei confronti degli italiani. Gli stranieri vedono le “cose” italiane in modo più distaccato e senza le corruzioni dei giudici, come più volte riportate anche dalla cronaca. I giudici italiani non sono ancora contenti dei privilegi acquisiti ed arrotondano lo “stipendio” con diversi lavori. Gli stranieri che comprano le imprese italiane, potrebbero acquistare pure la Giustizia!

 “L’altra Casta” è un libro che fa l’analisi dei costi al Sindacato.  Il Sindacato utilizza il lavoratore come una merce per sostenere i propri costi e privilegi di Casta. In realtà, al sindacato servono solo i soldi dei lavoratori. Spesso i sindacalisti ricevono regali anche dagli imprenditori. Ormai il Sindacato, come il magistrato, parla di tutte le cose e mette il becco ovunque e nasconde la realtà al lavoratore. Il mondo è cambiato e ormai la produzione avviene in Cina e nei paesi dell’Est, dove il lavoro ha costi infinitamente inferiori dell’Italia, dove il sistema è stato truccato da varie caste di ladri che mangiano sulle imprese e i lavoratori. Del Sindacato, ormai, se ne può anche fare a meno, gli operai stanno emigrando…. Il sindacato contribuisce alla distruzione e alla fuga delle imprese italiane all’estero, e fa finta di non vedere, perché vuole mantenere i diritti acquisiti senza rinunce. I libri sulle caste sono utili, per avere un quadro della situazione, ma si devono scrivere libri anche sull’emigrazione delle imprese e dei lavoratori. In Italia, ci sono tante imprese che lavorano con tutto il mondo. Molti imprenditori continuano a lavorare, anche se sono in pensione. In Lombardia, non andrebbero mai in pensione, mentre nel Meridione dell’Italia, la gente ci vuole andare a quaranta anni. Fra le Regioni d’Italia, la Lombardia e il Veneto sono le uniche regioni italiane che possono fare parte dell’Europa, tutte le altre Regioni, sono più indietro e non sono ancora mature.  La citazione dei libri di questa categoria, non è sponsorizzata, ma è una libera scelta di chi scrive.

Hai un’impresa e ti succedono le cose che ho raccontato, scrivimi, voglio scrivere un libro sulle imprese e sulla creatività d’oggi e capire i motivi dell’emigrazione. Scrivendo un commento all’articolo, è pubblicato, oppure scrivi a: info@mancinigabriella.it che non è pubblicato.

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