Il lavoro autonomo in Italia

Nel 1987, ho sostenuto l’esame per gli esercenti del commercio ed ho avviato un lavoro autonomo. Avevo fatto domanda d’impiego alle poste italiane e ritardavano a chiamare, perciò decidevo di aprire un’attività indipendente, poi accadde che mi volevano assumere, quando avevo già iniziato a lavorare ed ho dovuto rinunciare. Dopo di quello artistico, desideravo conoscere un altro campo economico, ma oggi, in Italia, a causa della situazione del paese, per la gente comune, è diventato impossibile svolgere un lavoro autonomo. In Italia, alla gente, è stato impedito di lavorare dalla sua classe politica che ha fatto le leggi in modo che la gente comune, non possa lavorare.   […]

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Cosmetici, un pericolo per la salute?

A molti di voi, potrà sembrare eccentrico, ma i cosmetici per uso personale e per la famiglia, si possono produrre anche nella cucina di casa nostra, con ingredienti naturali e senza pericoli per la salute!  Gli ingredienti con cui produrre i cosmetici, sono gli alimenti di uso quotidiano.

I cosmetici sono: il sapone, il bagno schiuma, lo shampoo; una crema, il tonico e il latte detergente per il viso, un profumo, una lozione o una schiuma da barba, in altre parole, i prodotti per l’igiene, la cura e la bellezza esterna del corpo. In Italia, la definizione di cosmetico, e la sua funzione, si trova nella  legge n. 713 dell’11 ottobre 1986.

“I prodotti cosmetici, non hanno finalità terapeutica e non possono vantare proprietà terapeutiche”

Lo scopo del cosmetico, in Italia è quello di mantenere la pelle in buono stato e difendere essa dalle rughe, ma non ha la finalità curativa, che è di competenza del farmaco.     […]

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L’assicurazione

I politici, di questo paese, l’Italia, sia di destra sia di sinistra, hanno rovinato tutti i settori dell’economia dove hanno messo le mani, complicando la vita degli abitanti con leggi notevolmente arbitrarie. Hanno altresì portato la nazione sull’orlo del fallimento, per via dei costi esorbitanti del personale e della struttura burocratica dello stato, della pubblica amministrazione. In Italia, i politici sono attenti solo alle leggi che tutelano i loro privilegi di casta o del gruppo politico di appartenenza, ma non la gente comune. Fanno l’interesse privato di qualcuno, contro gli altri, una tendenza che si è manifestata dal dopoguerra ad oggi. Gli esponenti di quasi tutti i partiti politici, vanno sui giornali, per merito delle ruberie, nonostante il lavoro privilegiato che svolgono. Si comportano come i vandali che distruggono anche la credibilità delle istituzioni.

Molte leggi, sono inique e sono scritte in modo superficiale e affrettato, fanno discriminazioni fra la popolazione. Una di queste leggi, ma anche tante altre, nel mondo del lavoro, della famiglia e l’economia, riguarda l’assicurazione.

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La fotografia al semaforo

In Romagna, i viaggiatori che percorrono la strada Emilia, nelle città di Faenza, di Castel Bolognese e Imola, trovano che questa strada, da diversi anni è stata invasa da un elevato numero di apparecchiature per la rilevazione di infrazioni stradali, Autovelox per la rilevazione della velocità e Fotored ai semafori che fotografano gli automobilisti che passano col rosso.   […]

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Il Lido di Dante Alighieri

Nel nome di Dante Alighieri, in Romagna, ci sono sempre state polemiche e discussioni per diversi motivi. L’ultimo Lido nato a Ravenna, è stato dedicato al sommo poeta e ha causato polemiche e speculazioni varie con gli amministratori della città. A Lido di Dante, da quaranta anni, in una sola parte della spiaggia, si pratica un turismo di tipo naturista che piace molto alla clientela tedesca e ad altri popoli europei. Non ci sono alberghi, c’è qualche appartamento, il campeggio e l’area attrezzata per i camper. I tedeschi, con moglie e i figli, sono abituati a frequentare le spiagge naturiste d’Europa, dove tutta la famiglia prende il sole senza vestiti, ma gli attuali amministratori di questo territorio, cercano di cacciarli dalla spiaggia naturista romagnola, mettendo “i bastoni fra le ruote”, perché non è redditizio per le voraci casse comunali sempre a caccia di soldi e la spiaggia naturista di Lido di Dante, è diventata un pretesto per questo scopo.   […]

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Debito pubblico e rifiuti urbani

Produttori di rifiuti. Da vent’anni, in Italia, si costruiscono i centri commerciali con la compiacenza degli amministratori locali, per vendere prodotti importati dalla Cina, dove costano meno, e i salari sono più bassi. La diffusione dei centri commerciali, produce tanti rifiuti che una volta non c’erano.

Tutti i giorni, l’industria, inventa prodotti nuovi e superflui, compreso il “cibo spazzatura” creando bisogni di cui si potrebbe fare a meno, al solo scopo di fare spendere i soldi.  La gente acquista carrelli pieni di prodotti che non servono a nulla, se non ad incrementare l’obesità, le malattie fra la gente e i rifiuti urbani. Per chi lavora, la crisi non esiste e può spendere anche per comprare porcherie. C’è uno strano fenomeno nell’Italia d’oggi: non cresce, ma diminuisce l’occupazione e aumentano i consumi e di conseguenza i rifiuti urbani.        […]

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Idromassaggio e sicurezza

 In questi giorni, alcuni quotidiani nazionali, hanno riportato la notizia di un incidente domestico che si è verificato a causa “dell’incendio di una vasca idromassaggio” che ha provocato l’intossicazione di 38 persone in un condomino di Milano, nel comune di Bollate andato in fiamme. Non siamo certi che si tratta di una vasca idromassaggio, la causa dell’incendio, non siamo andati sul posto a verificare e facciamo finta di prendere per buona la notizia. Con una vasca idromassaggio simbolo di benessere fisico, la notizia non passa inosservata, ma i possessori di vasche o idromassaggi portatili possono stare tranquilli, utilizzando le attrezzature in modo corretto, rispettando le più elementari regole di sicurezza, non si corrono pericoli.

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Supermercato e rifiuti urbani

All’inizio degli anni Novanta, in Italia, si è diffusa la “moda” dei Centri Commerciali, con il supermercato alimentare e negozi di generi diversi, raggruppati insieme, con l’intenzione di indurre la gente a fare gli acquisti per la famiglia e i bisogni quotidiani in un’unica struttura. In Italia, senza alcuna programmazione, c’è stata l’espansione selvaggia di questi edifici, mentre in altri paesi d’Europa, quando si sono costruiti i centri commerciali, ci sono rimasti anche i negozi che c’erano in precedenza ed hanno fatto in modo che tutti potessero lavorare. In Italia, la comparsa di questi centri per gli acquisti, ha portato alla chiusura di quasi tutti i negozi e le attività commerciali esistenti, e migliaia di persone hanno perso il lavoro che nessuno si è mai preoccupato di tutelare. La gente poi si è abituata a fare la spesa nei nuovi centri commerciali, indotti da varie campagne pubblicitarie. Questi centri, devono sostenere enormi costi di gestione, propongono continuamente prodotti nuovi, per fare acquistare anche articoli di cui si può fare a meno e che servono solo ad aumentare l’immondizia, i rifiuti urbani che hanno incominciato a crescere a dismisura con l’avvento di queste strutture, creando fenomeni come quelli visti a Napoli, città non organizzata per lo smaltimento. Non è certamente colpa della malavita, se ci sono tanti rifiuti in questa città, ma del consumismo irrefrenabile che si è diffuso fra la gente dopo l’apertura dei centri commerciali. All’inizio, tenevano i prezzi più bassi, degli altri esercizi, e i prodotti nuovi per accrescere le entrate attirando la gente, ma in realtà questi prodotti, non servivano a nulla se non a confondere le idee e fare spendere i soldi. Molti prodotti alimentari e d’altri generi, esposti nei supermercati, si possono acquistare e gettare direttamente nella spazzatura, perché sono vere e proprie porcherie. Naturalmente, non tutti i prodotti sono inutili, c’è anche il necessario, importante è saperli scegliere.  (Continua a leggere… […]

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Emigrazione imprese

L’emigrazione delle imprese italiane verso paesi stranieri, è un fenomeno tipico dell’Italia d’oggi, come recentemente riportato anche dalla Stampa, ma non è un fatto nuovo. L’argomento è ritornato d’attualità, perché la Svizzera ed altri paesi vicini all’Italia stanno aiutando le imprese italiane soffocate da ogni genere di vessazione, a traslocare nei loro paesi offrendo ad esse diverse agevolazioni e mettendole nelle condizioni di poter lavorare serenamente.   […]

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Regione ROMAGNA

La Romagna esiste, ma non c’è la Regione.  Dagli anni Novanta, dopo la caduta del muro di Berlino nelle fiere si vedono gazebo dove si raccolgono le firme per il Referendum allo scopo di sentire un parere della gente per una Regione autonoma dall’Emilia, ma ancora non si è visto alcun risultato. Durante le consultazioni elettorali, alcuni partiti sembrano favorevoli alla Regione Romagna, ma poi, finite le elezioni non si sentono parlare più di nulla. In Italia ci sono venti regioni, alcune sono state unite ad altre senza sentire il parere dei cittadini.

L’Articolo 132 della Costituzione della Repubblica italiana, così recita:

1. Si può, con Legge Costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d’abitanti, quando ne facciano richiesta  tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con Referendum  dalla maggioranza delle popolazioni stesse.

2.  Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra. […]

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