“Ravenna”, poesia di Hermann Hesse del 1901

I

Sono stato anche a Ravenna.
E’ una piccola città morta,
ricca di chiese e di rovine,
di cui notizia più d’un libro porta.

 Tu l’attraversi e poi ti guardi intorno,
le sue strade sono torbide e bagnate
e sono da un millennio mute
e dappertutto trovi erba e muschio.

E’ come per le canzoni un po’ passate:
nessuno ride dopo averle ascoltate;
ma poi tutti le voglion riascoltare;
e sino a tarda notte meditare.

 II

Le donne di Ravenna portano
negli occhi profondi e nei teneri gesti
in sé una coscienza dei giorni
dell’antica città e delle sue feste.

Le donne di Ravenna piangono
profonde e sommesse, come bambini quieti.
E quando ridono, pare di sentire
di un testo cupo la chiara melodia.

 Le donne di Ravenna pregano
come bambini:  miti e appagate.
Parole d’amore posson dire:
e loro stesse non sanno di mentire.

                                                                            Le donne di Ravenna baciano
                                                                                 con strana e profonda dedizione.
                                                                              E loro della vita altro non sanno
                                                                          se non che tutti dobbiamo morire.

Tags: , , , ,

8 Responses a ““Ravenna”, poesia di Hermann Hesse del 1901”

  1. [...] di ieri. Il ragioniere Gaetano Ballardini, nacque a Faenza nel 1878, studiò ragioneria a Ravenna; egli fu impiegato in una fabbrica di ceramica locale, e poi all’archivio e alla segreteria [...]

  2. [...] Italia, da trenta anni, è stato fondato un movimento politico, denominato Lega Nord che ha dimostrato di [...]

  3. [...] Alighieri, è l’ospite più illustre di Ravenna, e della Romagna. A Ravenna, nella capitale del Medioevo, egli ha vissuto gli ultimi tre anni di [...]

  4. [...] visita Ravenna, non può dimenticare di vedere la Basilica di San Vitale, edificata nel 525, finanziata da [...]

  5. [...] 40               Ravenna sta come stata è molt’anni:            [...]

  6. [...] Pioggia. Ho reso la prima visita all’antichissimo Battistero: i mosaici della sua cupola sono la prima importante testimonianza d’arte paleocristiana che vedo. Il Battistero, con questi mosaici, mi fa un’impressione enorme, indimenticabile. Il Duomo è nuovo, chiaro e sobrio;  buono l’antico campanile. Nel palazzo arcivescovile ho visitato la deliziosa cappellina, con meravigliosi mosaici. Piove, la città mi si mostra nel suo aspetto meno ospitale, inoltre ho un terribile raffreddore; eppure questi mosaici mi procurano un piacere indicibile, e sono molto contento di essere venuto a Ravenna. [...]

  7. [...] d’Assisi, dove egli muore nel 1298. Le città descritte nella Romagna di Dante, sono: Cesena, Ravenna, Rimini, Cervia, Faenza, Forlì, Imola e nei versi successivi, Guido parla della vita e della sua [...]

  8. [...] vorrebbe vietare anche l’area naturista che si trova a Lido di Dante, in provincia di Ravenna, da oltre quaranta anni, con la scusa che non ci sono i servizi, ma è possibile che l’improvvisa [...]

Lascia un commento