RINASCIMENTO

Il Rinascimento è un’epoca italiana, unica e straordinaria che non sarà più ripetuta nella storia di questo paese.

La pittura italiana del Rinascimento, fra le espressioni dell’uomo di tutti i tempi, è il fenomeno che ha dato all’Italia più fama e prestigio in campo internazionale. I dipinti di quel periodo, sono in tutti i musei del mondo. Il Rinascimento inizia a Firenze all’epoca della signoria dei Medici, signori borghesi, esponenti dell’alta finanza e coinvolge tutti gli aspetti della vita; si diffuse in altri centri della Toscana, poi ad Urbino, Roma, Perugia, Mantova, Ferrara, Venezia, Milano, negli stati italiani di quei tempi e si diffuse in Europa.

I principi degli stati italiani, sono mecenati dell’arte e d’ogni manifestazione culturale. A Roma i Papi nella seconda metà del Quattrocento sono i grandi mecenati della rinascita artistica, aprendosi anch’essi alla cultura umanistica che vede l’uomo al centro dell’universo e nella seconda parte del Quattrocento lo Stato della Chiesa è il maggior committente d’opere d’arte in concorrenza con la famiglia dei Medici. L’arte, la cultura del fare e la fiducia nell’energia creatrice dell’uomo di questo periodo, aveva interessato anche la Chiesa.

E’ il secolo dell’intraprendenza economica, del commercio e dell’industria. Nascono attività industriali, artigianali e gruppi bancari. E’ riscoperta l’arte classica greca e romana, della filosofia platonica; si riscoprono i testi greci e romani dimenticati nelle biblioteche traendo ispirazione in modo critico. Gli stati italiani del Quattrocento si controllavano fra loro per impedire l’affermazione egemonica di un solo stato. E’ in questo periodo che nasce la concezione dello stato moderno con la sua struttura burocratica. Nella prima metà del Quattrocento, la Repubblica di Venezia è lo stato più ricco fra quelli italiani. Nella seconda metà del Quattrocento, vale a dire dalla pace di Lodi, fino alla fine di Lorenzo, c’è un periodo di pace e d’equilibrio che consente la fioritura delle arti, della civiltà e della raffinata vita di corte iniziata all’inizio del Quattrocento. Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, avvenuta nel 1492 Savonarola protesta contro la corruzione della Chiesa e l’Italia è invasa da spagnoli e francesi, attirati dalla sua ricchezza.

Gli stati d’Europa, iniziano le esplorazioni e le scoperte di nuovi continenti. La conquista della ricchissima “Italia”, serviva anche a finanziare le nuove esplorazioni.

 “La signoria medicea, con la sua oppressione fiscale ha sensibilmente ridotto il volume degli affari, costringendo molti imprenditori a lasciare Firenze trasportando altrove le proprie aziende. Sintomi del declino industriale, quali l’emigrazione dei lavoratori e il regresso della produzione, si fanno già sentire ai tempi di Cosimo. Sempre più la ricchezza si accentra in poche mani. Il pubblico dei committenti d’arte, che nella prima metà del secolo tendeva sempre più ad estendersi fra i privati cittadini, mostra ora una tendenza a restringersi. Le ordinazioni provengono principalmente dai Medici e da poche altre famiglie; la produzione, già per questo fenomeno, assume un carattere più esclusivo e raffinato.”. (Arnold Hauser)

Il brano riportato, è tratto dal libro “La storia sociale dell’arte” pubblicato dallo studioso inglese Hauser nel 1955. I paesi anglosassoni, visitati, per vedere le opere d’arte italiana nei principali musei d’Europa, oggi sono circa di cinquanta anni più avanti rispetto all’Italia. Nel Rinascimento, i principati italiani sono il centro della rinascita della cultura europea, delle industrie, dei commerci, della finanza, in anticipo rispetto al resto d’Europa. Alla fine del Quattrocento, la futura Italia, era lo Stato più ricco d’Europa. Il fenomeno dell’emigrazione delle imprese, e dei lavoratori è d’attualità anche nell’Italia d’oggi. Allora l’oppressione fiscale serviva per finanziare opere straordinarie che sono finite in tutti i musei del mondo. Nell’Italia d’oggi, l’oppressione fiscale, serve per mantenere i privilegi acquisiti da una parte della popolazione. Oggi, i costi dello stato italiano, sono i più alti dell’Europa. I dipendenti dello stato ed Enti pubblici, sperperano il denaro della società produttiva e scaricano i loro debiti sulle imprese che sono costrette ad emigrare. Oggi, questo fenomeno, fa scappare dall’Italia le imprese e la gente migliore che contribuiscono al progresso d’altri stati.

Fin dall’inizio del Quattrocento, negli stati italiani, c’è stata l’affermazione della cultura umanista e naturalista che ha come modello l’antichità e il ritorno alla natura. Si riscopriva l’arte greca e romana, la letteratura, la lingua, sepolte dalla caduta dell’Impero di Roma e oscurata dal medioevo e dalle invasioni barbariche. E’ una società basata sull’individuo: il principe, dominatore del proprio stato; l’artista, che nella sua opera esprime la propria personalità, c’è fiducia nell’uomo e nelle sue possibilità, nella capacità umana rispetto a quella divina, nella rinascita della civiltà, c’è il culto della vita attiva. La società del Medioevo invece era riflessiva e pensosa sul destino dell’uomo, travagliata dal rapporto tra bene e male, peccato e redenzione. Il Rinascimento italiano è pervaso da una fede ottimistica nell’uomo, nelle sue possibilità e dignità. Consideravano il Medioevo età oscura e goffa e i paesi europei rozzi e barbari. A metà del Quattrocento, in Germania c’è l’invenzione della stampa che ha favorito anche la diffusione del libro e della cultura.

 Il secolo, si apre con il concorso del 1401 per le porte del Battistero a Firenze.  L’architetto Brunelleschi, all’inizio del Quattrocento, introdusse lo studio della prospettiva che caratterizzò tutto il periodo e coinvolse ogni artista. A Firenze, Brunelleschi, lo scultore Donatello e il pittore Masaccio, hanno rivoluzionato la concezione dell’attività artistica.

 Leon Battista Alberti, (1404-1472) fu il massimo esponente della cultura umanista: letterato, filosofo architetto, archeologo, teorico delle arti, esponente della seconda generazione d’artisti.  Figlio di un ricco mercante fiorentino, nasce a Genova, frequenta l’università a Padova e Bologna, poi torna a Firenze dove sono attivi Brunelleschi, Donatello e Masaccio. A Roma, studia l’antichità classica, scrive trattati sulle arti e introduce la cultura fiorentina in altre corti. L’arte, da attività meccanica e intellettuale, diventa uno strumento di conoscenza e indagine della realtà. Secondo l’Alberti, l’artista deve essere qualcosa di più completo del semplice pittore, dello scultore, dell’architetto. Deve essere anche filosofo, letterato, scienziato, urbanista e teorico dell’arte. Deve essere universale come saranno poi Piero della Francesca, Leonardo, Botticelli, Michelangelo…L’Alberti, riprende dalla classicità anche i canoni della bellezza fisica che caratterizza tutto il periodo rinascimentale; c’è l’esaltazione del bello nell’immagine e nella forma.

Alla rappresentazione dei santi e delle figure religiose, tipiche del medioevo, si sostituisce quella umana. All’aspirazione del Medioevo alla santità, si è sostituita la bellezza e l’armonia.  Fra gli umanisti, in campo letterario ci sono Marsilio Ficino, Angelo Poliziano, Pico della Mirandola.

 Gli artisti, generalmente erano d’origini modeste. Nei conventi imparavano a leggere e a scrivere, poi andavano a bottega da un maestro e dopo l’apprendistato gli era rilasciata una licenza che gli permetteva di lavorare per conto proprio. L’apprendista, nella bottega svolgeva un lavoro artigiano, lavorava nelle parti meno importanti delle opere create: gli sfondi e i panneggi. Non era ancora il genio o il talento innato che si sarebbe affermato nel secolo successivo, che dava all’artista il diritto di esercitare la professione, ma l’apprendistato che doveva essere conforme alle norme di una corporazione. Questa norma fu soppressa a Firenze solo nel 1571.

 La nuova società crede nella capacità umana del fare. E’ costituita da mercanti, artigiani, finanzieri e dal Principe. In questo periodo, nasce il capitalismo. I banchieri italiani finanziavano anche le monarchie europee che avevano già cominciato a formarsi. La città diventa il centro dello Stato, dove c’è la piazza col palazzo del Principe che secondo l’Alberti deve avere forme armoniche ed equilibrate. La città, diventa lo Stato, si teorizza la città ideale. I principi italiani si fanno promotori della cultura e dell’arte e diventano i maggiori committenti e mecenati di tutte le arti: l’architettura, la scultura e la pittura. L’arte, non era solo ornamento per la vita di corte, ma uno strumento d’autorità e prestigio dell’azione politica. Si circondano di letterati e artisti che spesso diventano anche consiglieri e ministri. I principi italiani del Rinascimento si fanno concorrenza nella ricerca della raffinatezza intellettuale ed artistica, nello splendore delle costruzioni e per l’eleganza della vita di corte.  L’artista va di corte in corte, di città in città, fra i vari principati, migliorando anche la sua posizione sociale. I potenti volevano al proprio servizio i migliori architetti, pittori, scultori. I principi mecenati, proteggevano gli artisti. I Medici, a Firenze, favoriscono l’opera di Benozzo Gozzoli, Sandro Botticelli, Filippo Lippi e Paolo Uccello. A Ferrara, gli Estensi promuovono l’opera di Cosmè Tura e Francesco del Cossa. A Mantova, i Gonzaga, volevano imitare Firenze con l’Alberti e Mantegna. A Rimini, Matteo de’Pasti e l’Alberti, costruirono il Tempio dei Malatesta. Ad Urbino, Piero della Francesca, era il favorito del Duca Federico da Montefeltro; a Venezia, c’era Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio…

 La prospettiva è stata teorizzata e diffusa dall’Alberti nel “Trattato della pittura” del 1436 ed è studiata da tutti gli artisti del Quattrocento. Con Leonardo, dall’arte, rinasce anche la scienza che era in ritardo, rispetto alle altre discipline e inizia lo studio dell’anatomia. L’arte e la letteratura sono influenzate dalle idee umanistiche che mettono l’uomo al centro dell’universo. La prospettiva è riscoperta dai testi e dalle opere degli antichi geci e romani e diventa un nuovo modo di rappresentare la realtà che vuole fare rinascere l’antica sapienza. In questo periodo la prospettiva è intesa come indagine scientifica del reale e riguarda l’architettura, la scultura e la pittura. Con la prospettiva, si crea lo spazio, la profondità, l’illusione.

L’artista del Rinascimento ha un buon onorario e nell’ultimo quarto del Quattrocento a Firenze, si cominciano a pagare prezzi alti per gli affreschi per evitare l’emigrazione di tutti gli artisti verso Roma e migliorano la loro posizione sociale. Si temeva la concorrenza della chiesa che nella seconda metà del Quattrocento era il maggior committente d’opere d’arte.

Nell’Italia d’oggi, servirebbe un nuovo rinascimento e si dovrebbe riportare la cultura del fare e dell’intraprendenza di nuovo fra la gente. Il popolo è diventato superficiale e sottomesso e la gente oggi è più orientata ad una cultura medievale di riflessione che rinascimentale d’azione.

Foto 1. Lorenzo de’ Medici;   foto 2. Rimini, Tempio Malatestiano

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11 Responses a “RINASCIMENTO”

  1. […] e Montefeltro, sono le signorie presenti nel medioevo e rinascimento sui territori di Rimini e Pesaro-Urbino ed è anche il titolo di un libro-guida turistico diffuso […]

  2. […] nascita della tagliatella ci porta al Rinascimento, e sembra in occasione delle nozze di Lucrezia Borgia col Duca d’Este, avvenute nel 1487. […]

  3. […] è sempre stata dominata da preti e comunisti, in questa città, non si è sviluppato nemmeno il Rinascimento, a causa del dominio dei preti. Nel Rinascimento, Ravenna era l’ultima […]

  4. […] sono piatte, e non era ancora stata studiata la prospettiva che caratterizzò le immagini del Rinascimento. E’ una delle rare testimonianze di questo periodo, in quanto, ben poco è rimasto dell’ […]

  5. […] Ghiberti. Ghiberti, fu il vincitore del concorso del 1401 che segnò l’inizio dell’epoca del Rinascimento. L’attuale Basilica di Santa Maria Novella, il Duomo, Santa Croce, erano ancora edifici in […]

  6. […] di Dante Alighieri. In esilio, Dante, ha percorso i boschi e le pinete marittime della Toscana. In esilio, la vita di Dante, in certi momenti, è simile a quella degli immigrati clandestini […]

  7. […] del Verrocchio, incontra i maggiori artisti della seconda metà del Quattrocento, il secolo del Rinascimento: Lorenzo di Credi, il Perugino, Sandro Botticelli, e Domenico Ghirlandaio che avrà come allievo […]

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  9. […] (FC). La tecnica di lavorazione del formaggio di Fossa a Sogliano, è presente nel Medioevo e Rinascimento al tempo della signoria Malatesta di Rimini. Altri marchi D.O.P. in Romagna sono  “olio extra […]

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