Madri e figli

Finalmente, le donne, anche in Italia, potranno trasmettere il loro cognome ai bambini, in sostituzione di quello del marito. Questa innovazione, del Diritto di famiglia italiano, doveva avvenire ancora quaranta anni fa. In Italia, aspettano sempre che arrivano le sentenze della Corte Europea di Strasburgo, come puntualmente è avvenuto, prima di adeguare le sue leggi a quelle d’altri paesi d’Europa e del mondo. Le donne, i bambini, in questo paese vecchio e razzista, sono sempre state fra le categorie sociali più discriminate.

La legge per tradizione, permette di assegnare ai figli, il solo cognome del padre. Dal 2000, può essere aggiunto il cognome della madre dopo di quello del padre. Per la corte di Strasburgo, alla quale si sono rivolti dei cittadini italiani, non è abbastanza l’aggiunta del cognome della madre, perchè non sono riconosciute  pari opportunità fra uomo e donna. 

Per le pari opportunità, dei genitori, si deve poter scegliere fra l’uno o l’altro cognome ma, a mio parere, sono da evitare entrambi i cognomi, al fine di prevenire complicazioni burocratiche e trovare dei nipoti con sei cognomi diversi! In Italia, potrebbe succedere anche questo! Nel Parlamento italiano c’è sempre stata una classe politica di vecchi tradizionalisti che difendono i diritti delle categorie più forti e i loro interessi privati, trascurando i diritti dei più deboli: donne, bambini, disabili e altre minoranze e gli ultimi venti anni, sono stati i più deleteri per i diritti di questi soggetti.

La società italiana e le istituzioni sono condizionate dalla mentalità del Sud del paese, che vuole la donna sottomessa, a vantaggio dell’uomo e ora si vuole fare giustizia, e si deve superare anche altre discriminazioni a cui sono ancora sottoposte le donne in questo paese e vincere l’ultimo tabù sul lavoro, nel settore pubblico e privato, come ho già accennato nel precedente “Partito delle donne”. Per le pari opportunità, agli uomini e alle donne, deve essere assegnato lo stesso numero di posti di lavoro. Le “Quote rosa”, devono diventare del 50% in tutti i settori lavorativi.

Dopo l’introduzione della legge sul cognome più favorevole alla donna, serve anche una maggiore tutela per i diritti dei bambini, che sono i soggetti più deboli della famiglia, ma in un paese, dove buona parte della gente si distingue ancora per la sua cattiveria e molti picchiano i bambini, non è facile difendere i loro diritti. Sono state approvate diverse leggi per la protezione degli animali domestici, ma sono ancora poche le norme per proteggere i bambini in famiglia dalla violenza dei genitori, come avviene nei paesi Scandinavi, dove i genitori che picchiano i figli, sono arrestati.

I bambini, in Italia, non avendo il diritto di voto, non hanno abbastanza tutela.

 Esistono donne che non vogliono bambini, in quanto ostacolo delle loro ambizioni personali e li maltrattano o li picchiano. In questi casi si devono portare via i figli alle donne che non li amano per evitare ai bambini danni esistenziali e sofferenze per tutta la vita. Per prevenire che ciò avviene, devono esistere più controlli nelle famiglie o nelle scuole, da parte degli assistenti sociali, interrogando gli stessi figli.

In alcune regioni d’Italia, c’è ancora una mentalità patriarcale, che ostacola l’emancipazione della donna, che per comodità, deve stare sottomessa all’uomo. Negli ultimi venti anni, la situazione della donna, è peggiorata, è cresciuta la violenza e gli omicidi, a causa di comportamenti vessatori di politici e  sistema di comunicazione di massa, giornali, televisione. Gli uomini che sono nati nel ventennio fascista, sono stati influenzati dal ruolo della donna di questa epoca, che doveva produrre figli da spedire alla guerra. Oggi, la donna è scomoda, perché ostacolerebbe gli uomini politici nelle truffe che commettono nei confronti dei cittadini.

Nell’ultimo ventennio, i politici italiani, hanno inventato anche una Legge elettorale denominata “porcellum”, rubando la democrazia al popolo, come all’epoca di Mussolini. Questa legge, impedisce alla gente di scegliere i rappresentanti popolari e fa passare dal letto degli uomini, le donne che vogliono essere elette al Parlamento o negli Enti locali. I politici degli ultimi venti anni, sono simili ai “rabazieri” che per sbarcare il lunario, falsificano i quadri.

Il termine “rabaziere”, non è incluso nel dizionario italiano, ma nell’ambiente dei pittori, indica chi copia i quadri di altri autori. L’autore più copiato era il figlio del Duce, il pittore Romano Mussolini. Dal Duce, i politici degli ultimi venti anni, hanno imitato solo le sue qualità peggiori: il maschilismo e il furto della democrazia al popolo.

Il capo del partito politico dei nostri giorni, amministra il suo gruppo, come il padrone di un’azienda, senza chiedere il consenso dei militanti, prima di prendere le decisioni importanti, causando seri danni alla società e alla popolazione. Il popolo, non è il dipendente di un’impresa, ma è trattato come tale. La democrazia, se non è all’interno del partito, non esiste nemmeno nelle istituzioni che non consultano la popolazione prima di prendere decisioni di interesse generale.

I “rabazieri”, che gli italiani hanno eletto al Parlamento, favoriscono le leggi per le quali loro hanno un tornaconto economico personale o per il loro partito politico, invece dell’interesse comune di tutta la popolazione, come prevede la Costituzione dello Stato.

 

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2 Responses a “Madri e figli”

  1. […] molte volte avviene in situazioni inopportune e in momenti inaspettati e imprevedibili. Le pari opportunità espresse anche dalle nostre leggi, non rispecchiano la realtà che è diversa, rispetto a quella […]

  2. […] che mia madre poteva impedirmi di finire la scuola, d’estate lavoravo nei bar sulla spiaggia di Cesenatico e […]

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