Da Cimabue a Morandi, la mostra sotto i portici

Bologna, San LucaA Bologna, dal 14 febbraio al 17 maggio 2015, con proroga fino al 30 agosto, si svolge un’interessante mostra sull’arte locale, con una selezione fra cento artisti che in sette secoli lasciarono le loro opere in città, da Cimabue, fino a Morandi, nella prima metà del Novecento. La mostra, è presente a Palazzo Fava. In Italia e nel mondo, tutti conoscono Bologna per la sua importante Università, che è fra le più antiche d’Italia e che attira studenti da ogni parte del mondo, oppure, altri frequentano le numerose fiere internazionali del suo quartiere fieristico, altri ancora, gli uffici della città capoluogo di Regione. E l’arte? L’arte è meno valorizzata dei tortellini, anche se in questa città, ci sono i più grandi collezionisti d’Italia. L’arte, a Bologna, in ambito pubblico, non ha la priorità di altri settori, è lasciata in disparte, anche se ci sono molti stranieri che visitano le basiliche, i monumenti e i musei che in questa regione sono ben conservati, anche se non in tutte le città.    [...]

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La casa di Biagio Rossetti

Nel mese di aprile 1988, inizio a prendere parte alle fiere dell’Emilia e la Fiera di Ferrara,  è stata la prima fiera campionaria nella quale ho montato lo stand. In quel periodo, non c’era ancora l’edificio della fiera e si svolgeva nei capannoni prefabbricati, ma fu comunque un successo e in seguito, si costruì il palazzetto che ospita la fiera campionaria. I primi anni, c’era il personale che allestiva gli stand, e per la promozione, impiegavo studentesse universitarie e avevo il tempo per andare a visitare la città e le opere che non si vanno a vedere con la scuola.
La città di Ferrara, è racchiusa da un perimetro di mura di circa nove chilometri, a forma quadrangolare, ristrutturate negli anni Ottanta, custodiscono un nucleo urbano quasi integro. All’interno delle mura, c’è una vera e propria città museo per la ricchezza di monumenti e opere d’arte medievali e rinascimentali in modo particolare e stili di tutte le epoche. Ferrara, non è solo in modo semplicistico definita la “città delle biciclette”, che sono l’ideale mezzo di trasporto in una provincia sprovvista di rilievi montuosi, è una città che riserva continuamente sorprese e non finisci mai di conoscere, è avvolta in un atmosfera magica che conserva intatto il fascino della storia e dotata di uno spazio che sembra non avere limiti. Contrariamente alle altre città dell’Emilia, l’industria è scarsa, ma troppo vicina alla città. La scarsa industrializzazione, è stata una scelta felice e intelligente, ma gli insediamenti industriali, andrebbero sempre costruiti lontano dalle città. E’ una città equilibrata e può essere definita “città della cultura e dell’intelligenza” e non solo delle biciclette. Da ottobre a marzo, è spesso avvolta nella nebbia e il periodo migliore per abitare a Ferrara va da aprile a settembre.  La necessaria manutenzione, purtroppo, non è riservata a tutti i monumenti e le chiese.  [...]

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Artemisia e Caravaggio, una storia italiana

Nello scritto precedente, ho tracciato in sintesi, un breve ritratto di Artemisia Gentileschi, la pittrice vissuta in Italia, nella prima metà del Seicento ai tempi di Caravaggio e sua degna erede.
Nel Palazzo Reale di Milano, c’è stata la seconda mostra che documenta l’attività autonoma di questa grande artista e ho visitato la mostra a gennaio 2012. Nel secolo scorso, nello stesso edificio, è stata allestita la mostra di Caravaggio, curata da Roberto Longhi. Artemisia, è una donna complessa di cui è difficile fare paragoni con altre personalità della storia. Di lei, non si scrive mai abbastanza, e chi è interessato ad approfondire la sua storia, può andarsi a leggere la biografia scritta dalla studiosa francese Alexandra Lapierre e c’è ancora tanto da scoprire.
Artemisia Gentileschi, è stata anche una grande madre per le due figlie sopravvissute, si è rovinata economicamente per procurare loro una dote, quando si sono sposate, a Napoli, dove ha trascorso l’ultimo periodo della sua vita dal 1640 al 1654 e qui ha aperto anche una scuola d’arte con diversi aiuti. Le figlie, sono diventate pittrici, ma non sono riuscite ad eguagliare la fama della madre. Nel matrimonio, non ha avuto fortuna, dalla nascita di quattro figli, è sopravvissuta solo Prudenzia, poi è nata una figlia da un’altra relazione. Lo studioso Roberto Longhi, ai suoi tempi, definì Artemisia “l’unica donna in Italia che abbia mai saputo cosa sia la pittura”. Nel 1916 pubblicò “Gentileschi padre e figlia”.   [...]

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Artemisia Gentileschi, genio dell’arte, donna senza tempo

 

La città di Milano, ha reso giustizia al più grande artista femminile di tutti i tempi: Artemisia Gentileschi, con la mostra, più vasta e importante dedicata a questa pittrice. L’esposizione, si è tenuta nel Palazzo Reale di Milano, da settembre 2011 a gennaio 2012. Per l’occasione, sono pervenuti a Milano i quadri di Artemisia, sparsi nei musei e le collezioni d’Italia e del mondo.

Il catalogo della mostra, offre una bibliografia vasta ed accurata, di vita e opere dell’artista, qualcosa che mancava nella storia dell’arte italiana e che si è cercato di completare.

La pittrice, è vissuta in Italia all’inizio del 1600, e la prima mostra si è tenuta a Firenze nel 1991, alla fine del secolo scorso, nella casa Buonarroti. In quel periodo, lavoravo già da cinque anni con la Fulmine di Firenze, mi trovavo spesso in città e non potevo mancare l’occasione di visitare la mostra.

Gli artisti, vivono nelle opere e l’incontro con Artemisia, per me fu un evento eccezionale. Visitai anche la mostra di Milano, più completa ma usata dalle femministe che videro in Artemisia il simbolo della guerra all’uomo.

Artemisia, in alcuni dipinti rappresenta la rabbia nei confronti dell’uomo per vendicarsi della violenza che aveva subito, con gran realismo e convinzione, nei soggetti che la potevano rappresentare, come le Giuditte. (Uffizi e Capodimonte)     …. [...]

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