Cappelletti romagnoli

I cappelletti, in Romagna, da molto tempo, sono considerati un piatto festivo. La domenica mattina, si cuoce il cappone nel brodo e quando il petto è cotto, si prepara il ripieno, si rosola prima in padella col burro, è condito con sale e pepe e si trita fine. Al petto del cappone tritato, si unisce la ricotta o il formaggio preparato nella cascina del contadino, un uovo per amalgamare gli ingredienti e due cucchiai di “forma” e un pizzico di noce moscata. A chi piace, c’è chi aggiunge anche la buccia di limone grattugiata, ma io non la metto. La forma, è un altro nome che è dato in Romagna al Parmigiano. Questa è una ricetta che troviamo anche nel famoso libro di cucina di Pellegrino Artusi: “La scienza in cucina e l’arte di Mangiar bene” e corrisponde alla ricetta numero Sette. Nel caso che non c’è il cappone, sono utilizzati altri tipi di carne, di cui la cascina è provvista: quella del tacchino o del maiale. Ai nostri giorni, si prepara il brodo con la gallina, il manzo e altri tipi di carne.  [...]

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Inferno, canto XXVII, Guido da Montefeltro

Già era dritta in su la fiamma e queta
per non dir più, e già da noi sen gìa
con la licenza del dolce poeta,

 quando un’altra, che dietro a lei venia,
ne fece volger gli occhi alla sua cima
per un confuso suon che fuor n’uscia.

 Come ‘l bue cicilian che mugghiò prima
col pianto di colui, e ciò fu dritto,
che l’avea temprato con sua lima,

mugghiava con la voce dell’afflitto,
sì che, con tutto che fosse di rame,
pur el parea dal dolor trafitto;

così per non aver via né forame
dal principio nel foco, in suo linguaggio
si convertian le parole grame.

Ma poscia ch’ebber colto lor viaggio
su per la punta, dandole quel guizzo
che dato avea la lingua in lor passaggio,

udimmo dire: « O tu, a cu’ io drizzo
la voce e che parlavi mo lombardo,
dicendo:  “Istra ten va; più non t’adizzo”,

perch’io sia giunto forse alquanto tardo,
non t’incresca restare a parlar meco:
vedi che non incresce a me, e ardo!

Se tu pur mo in questo mondo cieco
caduto se’ di quella dolce terra
latina ond’io mia colpa tutta reco,

dimmi se i Romagnuoli han pace o guerra;
ch’io fui de’ monti là intra Urbino
e ‘l giogo di che Tever si disserra ».

Io era in giuso ancora attento e chino,
quando il mio duca mi tentò di costa,
dicendo:  « Parla tu; questi è latino ».

E io, ch’avea già pronta la risposta,
senza indugio a parlare incominciai:
« O anima che se’ laggiù nascosta,

     Romagna tua non è, e non fu mai,
sanza guerra ne’ cuor de’ suoi tiranni;
ma ‘n palese nessuna or vi lasciai.

                40               Ravenna sta come stata è molt’anni:            (Ravenna)
l’aquila da Polenta la si cova,
                                     sì che Cervia ricuopre co’ suoi vanni.                (Cervia) 

                 43              La terra che fe’ già  la lunga prova                           (Forlì)
e di Franceschi sanguinoso mucchio,
sotto le branche verdi si ritrova.

              46       E ‘l mastin vecchio e ‘l nuovo da Verrucchio,         (Rimini)
che fecer di Montagna il mal governo,
là dove soglion , fan de’ denti succhio.

                 49            Le città di Lamone e di Santerno                 (Faenza e Imola)
conduce il leoncel dal nido bianco,
che muta parte dalla state al verno.

               52                  E quella cui il Savio bagna il fianco,                   (Cesena)
così com’ella sie’ tra ‘l piano o ‘l monte,
tra tirannia si vive e stato franco.

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Inferno e giustizia divina

Divina commedia 28-11-2013L’Inferno, immaginato da Dante Alighieri, nella Commedia, ha la forma di un imbuto e la sua conformazione è stata causata dalla caduta di Lucifero al centro della terra, quando lui fu cacciato dal paradiso, perchè si ribellò a Dio.

La terra rientrò e nella parte opposta si formò la montagna del Purgatorio collegata all’Inferno,  da un corridoio che Dante chiama burella, e con Virgilio, usciranno a “riveder le stelle” alla fine  del viaggio.  La porta d’ingresso dell’Inferno, sembra essere vicino a Gerusalemme.

Il viaggio all’Inferno, avviene in un giorno circa, inizia all’alba del venerdì Santo del 1300, e finisce al tramonto del Sabato. A trentacinque anni, Dante, si trova nella “selva oscura”, perchè ha smarrito la “diritta via” e quando va fuori di là, vede una collina soleggiata, e tre animali che gli impediscono il passaggio: una lonza, un leone e una lupa. Sta per ritornare indietro, ma trova il poeta Virgilio che gli indica la strada e accompagnerà Dante nel viaggio all’Inferno e poi nel Purgatorio.

I dannati dell’Inferno, sono personaggi storici, che vanno dall’antichità, all’epoca di Dante, alcuni sono ancora vivi, e la loro anima è punita da Dio prima della loro morte. L’inferno è stato voluto da Dio, per realizzare la sua giustizia, le anime aspettano sulla riva dell’Acheronte, per essere traghettate da Caronte. Le pene sono assegnate in base alla regola del contrappasso – ritorsione – Applicata in due modi: per somiglianza, una punizione che esaspera il tormento, o una pena opposta, al contrario della colpa. L’immagine sotto, rappresenta una sezione dell’Inferno.

L’Inferno, scende con nove circoli discendenti, ed alcuni di loro, sono divisi in altre sottosezioni, che si chiamano “gironi” o “bolge”, sono buche parallele al cerchio, che differenziano i peccatori, secondo il peccato che essi hanno commesso. I peccatori più gravi, i fraudolenti e i traditori, sono situati verso il fondo.

L’Inferno, è preceduto dall’antinferno, dove si trovano gli ignavi, i vili senza coraggio che in vita non lottarono per il bene, o per il male e perciò, non potevano essere all’Inferno o in Paradiso. Vissero senza infamia e senza lode. Dante di loro scrisse la celebre frase: “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”(Inf. III, 51). Fra questi, troviamo anche il papa che abdicò all’epoca di Dante, Celestino Quinto, che per disprezzo, egli non cita.

Celestino Quinto è stato sostituito da Bonifacio VIII, il traditore di Dante.

Gli ignavi, nudi, seguono una bandiera senza simbolo e sono continuamente punti da vespe e mosconi, il loro sangue si mescola con le lacrime che ai loro piedi, è raccolto da fastidiosi vermi.

Qui troviamo la prima regola del contrappasso: gli ignavi, nella vita non furono stimolati da nessun ideale, qui, invece, sono pungolati da vespe e mosconi. La stessa Divina Commedia, per Dante, rappresentò una grande rivincita nei confronti dei suoi nemici fiorentini. Canto III.

Dopo l’antinferno, si trova il fiume Acheronte, qui le anime aspettano di conoscere la destinazione, prima di essere traghettate da Caronte, il nocchiero infernale. Ogni cerchio, è controllato da un guardiano, che può essere un mostro pagano come le Arpie, Cerbero, i Centauri, il Minotauro, oppure della mitologia classica, come Caronte e Minosse o diavoli irascibili.

                                                                                                                                     Sezione dell'Inferno -  w 28-11-2013

Il primo cerchio è molto affollato, c’è il Limbo, dove sono collocate le anime innocenti: i bambini senza il battesimo o chi è nato prima di Cristo, che senza speranza desiderano vedere Dio. Non subiscono pene corporali, ma solo morali. Troviamo poeti, filosofi, medici, scienziati e altri personaggi dell’antichità classica di cui Dante certamente conosceva le opere. Fra i poeti, c’è Omero, Orazio, Ovidio, Lucano. Appartiene al limbo, anche l’anima di Virgilio, morto nel 19 a. C. che ora sta accompagnando Dante a visitare l’Inferno. Tra i filosofi, c’è Socrate, Platone, Aristotele, Cicerone, Seneca; fra i medici dell’antichità: Ippocrate, Galeno, Avicenna, Averrroè, inoltre, Enea, Ettore, Cesare, Camilla, Elettra, Lavinia, Re Latino, Pentesilea, Euclide, Tolomeo. CantoIV.                   [...]

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ROMAGNA, la regione di Dante Alighieri

Tonino Dal Re - Cavaliere infernaleL’unica regione italiana, che Dante Alighieri ha descritto nella Divina Commedia, nel Canto XXVII dell’Inferno, la Romagna, non è stata riconosciuta come tale dallo stato italiano a causa delle speculazioni dei responsabili comunisti Emiliani, che hanno preferito un matrimonio d’interesse e una regione unica, l’Emilia-Romagna, invece di riconoscere la regione Romagna indipendente dall’Emilia. La forzata unione, è avvenuta senza il parere della gente, ma non è stato un matrimonio felice. Gli abitanti Romagnoli sono sfortunati ed anche i più tassati e multati d’Italia. Imola, che oggi si trova in provincia di Bologna, è il comune più multato, ma altri Comuni vessano i cittadini attraverso la contravvenzione studiata per fare commettere infrazioni.

Nella Divina Commedia, e precisamente nei versi 31-57 del canto XXVII dell’Inferno, Dante descrive le condizioni politiche della Romagna nel 1300 che lui ha frequentato dopo l’esilio, a Guido da Montefeltro che vede nel viaggio all’Inferno.

Guido, fu autore di molte imprese militari nelle città della Romagna, negli scontri fra Guelfi e Ghibellini. La descrizione della regione Romagna, di Dante a Guido, avviene nell’ottavo cerchio e nell’ottava fossa dell’inferno, dove si trovano i cattivi consiglieri. Guido da Montefeltro, diventò il capo dei ghibellini romagnoli e fu capitano del popolo di Forlì e Faenza; negli ultimi anni di vita, Guido si rinchiude nel convento d’Assisi, dove egli muore nel 1298. Le città descritte nella Romagna di Dante, sono: Cesena, Ravenna, Rimini, Cervia, Faenza, Forlì, Imola e nei versi successivi, Guido parla della vita e della sua morte.    [...]

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L’Inferno nella foresta di Dante

“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, poi ché la diritta via era smarrita”.

Comincia così, il primo canto dell’Inferno, di Dante Alighieri. In esilio, Dante, ha percorso i boschi e le pinete marittime della Toscana e della Romagna. Durante l’ esilio, la vita di Dante, in alcuni momenti, è simile a quella degli immigrati clandestini d’oggi che per diversi motivi, sono costretti a lasciare il loro paese.

Inizia da una foresta, la narrazione della Divina Commedia, dove dipinge con la penna i ritratti dei personaggi storici famosi e diviene il Giudice dell’umanità nel regno dei cieli, assegnando le pene, in base ai peccati che hanno commesso. Colloca i peccatori all’Inferno, al Purgatorio o nel Paradiso.

Nella Commedia, l’entrata immaginaria del viaggio di Dante all’Inferno, nel 1300, è situata in una foresta, che non ha identificato, ma essa ha stimolato la sua fantasia.

Dante, a 35 anni, dopo avere per sempre lasciato Firenze, a causa dell’esilio, cominciò a vagare per la penisola italiana, ospitato da amici e conoscenti. In Dante, c’era anche l’aggravio della pena di morte, e se era catturato, quando andava dagli amici, rischiava di essere ucciso e i boschi e le pinete erano rifugi protettivi.    [...]

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MIC, il museo del ragioniere Ballardini

Mic - web - 2Il MIC, il Museo Internazionale della ceramica artistica di Faenza, fondato all’inizio del secolo scorso, è il museo più importante della Romagna, e il più grande del mondo, dedicato all’arte della ceramica.  Il Museo, raccoglie gli oggetti in ceramica da tutto il mondo, raccontando la storia dell’uomo dalle sue origini ai giorni nostri, attraverso la creazione degli utensili in ceramica, d’uso quotidiano. L’ideatore del Museo, è uno straordinario ragioniere, d’altri tempi, e d’altra pasta vissuto all’inizio del secolo scorso, quando c’era ancora il Re. I ragionieri quando cambiano mestiere, trovano spesso il successo ed inoltre, questa istituzione è stata favorita anche dall’antica tradizione della ceramica faentina.

La “crisi” italiana dei nostri giorni, dovrebbe servire almeno ad estendere la fondazione di musei; chiudendo alcuni centri commerciali, si potrebbero recuperare le strutture per fare i musei, oppure ristrutturare gli edifici vuoti delle fabbriche chiuse.      [...]

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Auto a metano e salute pubblica

L’agenzia ANSA del 10 luglio 2013, ha pubblicato una notizia ripresa da molti giornali italiani.

Uno studio europeo, pubblicato su “Lancet Oncology”, ha dimostrato che il tumore al polmone può derivare dall’inquinamento ambientale delle automobili e dagli insediamenti industriali. In Italia, il tumore al polmone, ha una percentuale del 20% sul totale delle morti per tumore. Con una ricerca effettuata su trecentomila persone, tra nove paesi europei, l’Italia si è dimostrato il paese più inquinato. Più una zona o un paese sono inquinati e più alto è il rischio di morire di tumore. Basterebbe guardare alla provenienza dei malati di cancro per capire queste cose e andare ad intervistare la gente che vive nei quartieri industriali o nei pressi degli inceneritori. Nei quartieri industriali e nei centri delle città, ci sono sempre più malati di tumore. In Italia, lo studio si è svolto nelle città di Roma, Torino e Varese. Le persone reclutate negli anni Novanta, avevano fra i 43 e 73 anni e sono state monitorate per tredici anni.   Continua a leggere  [...]

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La primavera del Rinascimento

Donatello - Gattamelata - PadovaLa primavera del Rinascimento e l’autunno del Medioevo. E’ una mostra a Firenze sul primo Rinascimento. Il Rinascimento, fu un movimento artistico imponente; questa mostra è dedicata alla scultura.  Considerando che il tema della mostra fosse la scultura di Firenze, sarebbe stato più corretto, a mio parere, il titolo: “La scultura a Firenze nel primo Quattrocento”, è più immediata la comprensione per l’utente profano, che vuole farsi una cultura artistica, visitando le mostre. Forse, la parola “primavera”, attira più visitatori di “scultura” ma in questo modo, si rischia di non richiamare la gente veramente appassionata di scultura.

La mostra, si svolge a Palazzo Strozzi, in Firenze, dal 23 marzo al 18 agosto 2013.

Chi visita l’esposizione fiorentina, partendo dalla Romagna, si consiglia di prendere il treno a Faenza, l’antica Ferrovia dell’Arte che collega la Romagna a Firenze. Conviene restare in Toscana per due giorni. Arrivati a Firenze, per avere una visione più completa della scultura toscana, prima di visitare la mostra a Palazzo Strozzi, è opportuno visitare a Pisa il complesso monumentale di Piazza dei miracoli: il Duomo, il Battistero, la Torre, il Camposanto, un centro di cultura Romanica, Gotica e d’arte antica, dove lavorarono gli scultori compresi nella prima sezione della mostra, di cui non si riesce a dare una visione sufficiente e completa al pubblico della grandezza di questi maestri che hanno preceduto gli scultori fiorentini, se non si conosce ciò che hanno fatto. Nella prima sezione della mostra, sono presenti opere autonome (non inserite in un ambiente architettonico) della bottega di Nicola Pisano, Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio, Giotto, Tino da Camaino, allievo di Giovanni; la scuola di Andrea Pisano e del figlio Nino…Dopo aver visitato la mostra, è consigliata la visita al Bargello a Firenze, il più importante museo della scultura italiana.

L’immagine rappresenta il “Monumento equestre al Gattamelata” eseguito fra il 1447-53 da Donatello a Padova, nella Piazza del Santo.  

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Le molestie sessuali

Le donne, ad ogni età, sono soggette a molestie sessuali, anche se generalmente la più molestata, è la donna giovane ed inesperta, perché è più assoggettabile sessualmente da parte dell’uomo e più facile da conquistare. Cos’è, e come può essere definita una molestia sessuale, vediamo un po’ di chiarire questo problema per capire che cosa è o non è la molestia sessuale e in quali occasioni succede più spesso. La molestia sessuale, si trasforma di frequente in atto di violenza fisica e psichica, contro la donna, perché molte volte avviene in situazioni inopportune e in momenti inaspettati e imprevedibili. Le pari opportunità espresse anche dalle nostre leggi, non rispecchiano la realtà che è diversa, rispetto a quella dichiarata dalla legge, a causa di mentalità e tradizioni differenti tra i popoli e gli abitanti di varie regioni italiane e straniere. La molestia sessuale, è una forma d’ostacolo per la donna, anche sul lavoro. Le pari opportunità, sono una minaccia per l’uomo e con la donna esso esprime spesso dei comportamenti che impediscono il lavoro della donna.   [...]

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La Lega delle donne

Sapete voi, che cos’è una Lega? Il termine Lega, nel vocabolario italiano, ha diversi significati che possono essere positivi e negativi: accordo, alleanza, amalgama, associazione, combinazione, cooperativa, coalizione, combriccola, combutta, fusione, confederazione, partito politico, patto, setta, sindacato, società…La Lega è tutto questo e altro. Per saperne di più, leggete il libro: “Umberto Magno, la vera storia dell’ imperatore della Padania”

In Italia, da trenta anni, è stato fondato un movimento politico, denominato Lega Nord che ha dimostrato di possedere tutte le caratteristiche dei termini elencati sopra, ma essa ha sempre fallito il suo obiettivo principale: l’indipendenza della Padania, da Roma africana, “ladrona”, fannullona, parassita che conserva i privilegi degli impiegati statali con i soldi rubati ai “contribuenti” del nord, in modo particolare alle imprese che loro sono costrette a lavorare in perdita a causa dei continui furti commessi dai burocrati dello stato e dagli enti locali ai loro danni. Gli elettori della Lega, erano gli imprenditori del nord, ma nel periodo in cui la lega era al governo, gli imprenditori cominciarono a fallire. La Lega, quando fu fondata, cercava i voti tra gli imprenditori, come faceva Mussolini con i contadini. Ogni partito politico, ha il suo target d’elettori. All’epoca di Mussolini, i partiti politici avevano solo la radio, ma poi è stata inventata la televisione che è stata utilizzata come mezzo di propaganda della nostra epoca. (Continua a leggere… [...]

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